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Libroterapia – prendersi cura di se attraverso la lettura

“Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso.”  (Francesco Petrarca)

Perché leggiamo? Per rilassarci, per informarci, per passare il tempo, per emozionarci. La passione per i libri porta molte persone a considerarli oggetti da custodire come tesori preziosi. Sin da bambini i racconti e le favole ci hanno trasportato in mondi fantastici e, oltre a farci sognare, hanno contribuito allo sviluppo della nostra immaginazione, intelligenza e creatività.

Alcune storie si impossessano di noi, ci seguono nei sogni e colorano la routine quotidiana. Riconosciamo in alcuni personaggi aspetti della nostra personalità, altri ci ricordano persone che amiamo o che ci farebbe piacere incontrare.
L’acquisto di un libro e la lettura possono anche essere accompagnati da rituali particolari, come annusare la carta o leggere dapprima l’ultima pagina (ebbene si, c’è qualcuno che lo fa!).
Uno psicologo canadese, Raymond Mar, afferma che nell’esperienza della lettura di romanzi vi è un importante coinvolgimento emotivo, che nasce ancor prima di iniziare e continua anche dopo aver terminato. Allo stesso modo, anche la scelta del libro può essere influenzata dall’umore del momento o dall’obiettivo di voler mantenere o cambiare il proprio stato d’animo.
Questo ci fa anche riflettere sul motivo per cui si trova un libro noioso o pesante in un determinato momento, ma se ripreso qualche tempo dopo, con uno stato d’animo diverso, lo stesso può interessarci maggiormente o suscitare in noi emozioni che ci sorprendono. Esiste un tempo specifico per alcune letture e questo dipende dal periodo che stiamo vivendo, dalle emozioni che prevalgono nella nostra vita, un po’ come accade per la preferenza di film o musica. I libri ci aiutano a riscoprire sogni nascosti, aprono la nostra mente, ci supportano in periodi particolari, ci aiutano a crescere e a non sentirci soli; non a caso Tiziano Terzani li definiva “i migliori compagni di viaggio”. 546711_221596044620269_881365400_n

I poteri benefici della lettura sono stati sperimentati anche nel campo della medicina. Negli anni ‘30 William Menninger, medico psichiatra statunitense, prescrisse la lettura di alcuni romanzi ai suoi pazienti affetti da nevrosi o da altri disturbi psichici; egli riteneva che i libri fossero un importante strumento da affiancare al percorso psicoterapeutico. Successivamente molti altri medici iniziarono a suggerire libri nel trattamento della malattia mentale. Allo stesso modo i libri iniziarono ad essere utilizzati all’interno di gruppi di auto aiuto.

A partire da questi studi ed esperienze nasce la libroterapia (o biblioterapia), termine che indica l’utilizzo della lettura come strumento terapeutico, volto a favorire il benessere psicologico e la crescita personale. E’ un metodo molto utilizzato in Inghilterra e che si sta diffondendo anche in Italia.
La libroterapia può avere diversi ambiti di applicazione: nella seduta psicoterapeutica vera e propria il libro suggerito dal terapeuta al paziente diventa un mezzo che facilita il riconoscimento di emozioni o vissuti rimossi, grazie anche al meccanismo della proiezione nei confronti dei personaggi che si incontrano nel corso della lettura. Questa esperienza aiuta la persona a far emergere contenuti inconsci che hanno difficoltà a manifestarsi a livello conscio; già Jung consigliava libri ai pazienti per facilitare l’espressione del processo di pensiero, grazie alla loro funzione simbolica.
Per citare Pavese: “Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra – che già viviamo – e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi”.
Un altro ambito di applicazione della libroterapia sono i gruppi, condotti da un libroterapeuta, all’interno del quale ci si confronta sul vissuto personale emerso dalla lettura di libri che vengono indicati dal professionista. I gruppi di libroterapia si distinguono dai gruppi di lettura sia per tecnica che per scopo: non si discute della trama o dello stile del libro ma ci si sofferma a riflettere sulle emozioni che quelle pagine hanno suscitato nella persona; in questo caso i libri rappresentano un grande spunto di riflessione e confronto. Ovviamente i gruppi di libroterapia sono aperti a tutte le persone che abbiano desiderio di sperimentare la lettura in un contesto e in un modo diverso. E’ importante che ci sia la voglia di conoscersi, confrontarsi e mettersi in discussione, partendo dal presupposto di aprirsi ad un’esperienza di  arricchimento e crescita personale.

 

Testi per approfondire l’argomento:
Miro Silvera “Libroterapia”
Ella Berthoud “Rimedi letterari per ogni malanno”
Rachele Bindi “Trame archetipiche”

Curiosità: http://www.libroterapia.net

Fonti:
Raymond A. Mar, Keith Oatley, Maja Djikic & Justin Mullin (2011): Emotion and narrative fiction: Interactive influences before, during, and after reading, Cognition & Emotion, 25:5, 818-833

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